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Runner Morto – Papà: “La corsa in montagna non ti uccide”. Durante la trasmissione “Zona Bianca” su Rete4, Franca Ghirardini, mamma di Andrea Papi, lo ha ribadito dicendo: “qualcosa deve cambiare, la convivenza è difficile”. su, “vivere nei boschi”. Ha sottolineato che Andrea non si è mai allontanata da “strade forestali o sentieri segnati” e che non è mai andata fuori strada.

“Non si può morire per una corsa in montagna, chiediamo giustizia solo per Andrea”, ha dichiarato il padre del corridore deceduto, Carlo Papi. I vertici organizzativi hanno espresso le loro condoglianze ai cari della vittima. accogliere l’animale in Puglia. La direzione dello Zoosafari ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia della vittima e ha precisato che pur “non condividendo l’alternativa dell’uccisione, sarebbe disposta ad “accogliere se necessario l’orso,

eventualmente costruendo ex novo una struttura apposita, sentite le autorità competenti.” Il sindaco Francesco di Fasano Zaccaria, ha scritto al presidente della provincia di Trento, Maurizio Fugatti, esprimendo il suo entusiasmo per lavorare insieme a qualsiasi progetto. Quando i plantigradi si avvicinano ai centri abitati, i residenti possono utilizzare i cani per misure di dissuasione.

In questa giornata nel 2023 a Bologna: le truppe cinofile sono entrate in azione per ripulire gli insediamenti umani dagli orsi dopo che è stata fermata l’esecuzione dell’orso Jj4 responsabile della morte dello studente e corridore Unife Andrea Papi. I cani da orso si trovano a monte dell’abitato di Cunevo in Bassa Val di Non alle pendici del Monte Peller,

zona dove periodicamente viene segnalata la presenza di plantigradi oltre al duro lavoro che il Corpo Forestale del Trentino sta svolgendo in Val di Sole per la rimozione dell’esemplare Jj4. Bjorn, un Jamthund maschio di cinque anni, e Aska, una razza Laika russa europea di sette anni, cercano una pista con i loro conduttori, i guardaboschi con cui condividono un reciproco vantaggio rapporto,

a Pianezza, ai piedi del Monte Corno. Le unità cinofile sono state addestrate appositamente per far fronte all’orso; sono in grado di rintracciarne l’odore, sono veloci e persistenti e possono persino affrontarlo nel tentativo di spaventarlo. I cani da orso sono anche utilizzati per gli sforzi di deterrenza, che vengono avviati quando gli orsi si avvicinano a insediamenti umani,

fattorie o altre attività umane e destinazioni. L’obiettivo di investire un orso in un luogo dello schianto è quello di “recuperarlo” dopo una tragedia. Dopo i terribili eventi di Caldes del 6 aprile, i conduttori ei loro cani sono entrati in azione anche sul Monte Peller. In quest’ultimo caso, l’assistenza delle unità cinofile è stata determinante per l’identificazione e la raccolta delle prove che,

unite ai test genetici, hanno portato all’identificazione del DNA dell’aggressore. Sia Lav che Enpa sono felicissimi alla prospettiva della “vendetta” contro il plantigrado, e usano liberamente la parola nella conversazione. Ci sarà un secondo round di eliminazioni qui. Un plantigrado ‘problematico’ dal punto di vista di IspraIn questa giornata del 2023 a Bologna:

il Tar di Trento ha accolto ancora una volta l’istanza della Lega Anti Vivisezione e ha rinviato l’uccisione dell’orso Jj4 che ha sbranato il corridore Andrea Papi. Va dunque sospeso il decreto firmato dal presidente Maurizio Fugatti della Provincia autonoma di Trento. La Lega Anti Vivisezione lo celebra come “una vittoria per la LAV e per chi sostiene i principi dell’organizzazione ed è “sempre dalla parte dell’orso “, come si legge sul loro sito web.

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L’ufficio legale della LAV “si è adoperato per evitare un atto che assomigliasse più a un gesto di vendetta nei confronti dell’orso che a un’effettiva ricerca dell’incolumità di tutti in una convivenza armoniosa e ben informata”, prosegue la lettera.A seguito «della prepotenza del presidente Fugatti nel rispondere alle nostre proposte per il salvataggio di Jj4,

il Tar ha risposto sospendendo il provvedimento: «Gli animalisti giungono a questa conclusione perché è «una reazione legittima e di buon senso che consentirà di individuare una soluzione ragionevole e propositiva alla difficile situazione di Jj4″ Interviene il capo dell’Ufficio tutela della fauna, Andrea Brutti: “Siamo contrari a qualsiasi forma di abbattimento,

riteniamo assolutamente necessario che gli organi competenti , vale a dire Trento, in Italia, e i suoi sindaci, che potrebbero fare molto per istruire la gente del posto, devono spostare la loro attenzione sulla prevenzione e sull’allenamento.La mamma del corridore lo ha esortato a non uccidere l’orso per ignoranza, e lui l’ha ascoltata. non con l’orso e il corridore, ma con il sistema e le sue carenze.

In particolare, il tribunale ha accolto “provvisoriamente” il ricorso in attesa dell’acquisizione da parte della Provincia di Trento del fascicolo, delle conclusioni del medico legale sulle modalità di morte di Andrea Papi e la natura delle sue ferite, e le analisi di laboratorio relative all’identificazione dell’esemplare dell’autore.

Verrà richiesto anche un “documentato verbale di conoscenza dei fatti anche a Ispra”. Mentre questo può essere il caso, “tutte le condi zioni per la legittima emanazione” dell’ordinanza non sembrano al momento sussistere, contrariamente a quanto afferma l’ordinanza del Tar. Se il Tar riesce a catturare Jj4, l’orsa “dovrebbe essere confinata in attesa dell’acquisizione di un formale parere espresso dall’Aspra circa la necessità della sua soppressione” o “la possibilità del suo eventuale trasferimento in altro sito al di fuori del Trentino Alto Adige”,

rispettivamente. La soppressione è consentita “solo in caso di accertato pericolo per il personale impiegato presso operazioni” e una sentenza “deve essere emessa entro cinque giorni dalla cattura”.Entro il 27 aprile alle ore 12:00 è necessario consegnare le pratiche richieste dalla Provincia. Il dibattito collegiale sull’incidente cautelare si svolgerà in aula consiliare l’11 maggio di quest’anno.

A fronte di una richiesta di riesame della Provincia di Trento, Ispra “ha ricevuto ieri, 13 aprile; l’Istituto sta pertanto conducendo un’attenta analisi tecnico-scientifica, tenendo conto delle disposizioni “del 14 aprile di Pacobace”. Franca Ghirardini, madre di Andrea Papi,

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