Mattia Casse Moglie

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Mattia Casse Moglie – Lo sciatore alpino italiano Mattia Casse. Nativo di Oulx e figlio di Alessandro, velocista di livello mondiale, ha esordito in una competizione riconosciuta dalla FIS in uno slalom speciale giovanile al Passo di Monte Croce di Comelico il 1° dicembre 2005. Dal 2008 ha corso per club europei. A partire dalla stagione successiva a Tignes, in Francia, ha dominato, vincendo due discese consecutive riconosciute dalla FIS.

Raggiungere una posizione tra i primi sette, o il primo gruppo di merito, sia nella discesa libera che nel superG. Lo sciatore italiano Mattia Casse, classe 1990, sta attualmente vivendo la sua migliore stagione di Coppa del Mondo e ha rilasciato a Sportface.it un’intervista esclusiva dopo un weekend cruciale a Kitzbuehel per discutere delle sue speranze per il futuro.

Avendo già conquistato un bellissimo oro ai Mondiali Juniores 2010 in discesa libera e un bronzo in superG, ancora, a suo dire, le migliori soddisfazioni della sua giovane carriera, lo sciatore di Ulzio ha un sogno nel cassetto molto concreto, un punto di partenza per sognare in grande e puntare, chissà, a medaglie mondiali o olimpiche a livello senior in futuro.

Innanzitutto parliamo delle recenti gare di Mattia sulla Kitzbuehel Streif, dove ha concluso ottavo in superG e ha ottenuto la sua seconda miglior prestazione in carriera in assoluto, ma dove non ha potuto cimentarsi in discesa a causa di un’emergenza medica. L’azzurro esce dal weekend austriaco carico di ottimismo nonostante la delusione per non aver potuto esibire in gara le promesse mostrate in prova.

Non sono mai stato così veloce in discesa, nemmeno nelle prove, e sto ancora sciando bene in questo momento a Garmisch, quindi significa molto che ho fatto un superG e due prove in discesa. Anche se perdere la gara di Kitzbuehel è stato deludente, non vedo l’ora che arrivino le prossime discese ora che potrò “giocarci”. L’obiettivo immediato è quello di confermare e valorizzare il pettorale di partenza per aumentare le probabilità di successo.

Ciò che conta davvero è che sono riuscito a consolidare ancora una volta la mia posizione nella top 10 in superG, il che mi aiuterà a continuare la mia ascesa in classifica e mi regalerà il miglior finale di stagione possibile. Intanto ora cercherò di confermare questa fortunata top30 in discesa, “dove è entrato poco prima di Garmisch per le tre defezioni dovute alle cadute di Kitbuehel”, e andare un po’ più veloce nei giganteschi.

In questa stagione Casse è già salito sul podio in una gara di coppa del mondo, ed è stato il superG di Beaver Creek, piuttosto tecnico e più simile a un gigante che ad una discesa libera. Mi considero uno sciatore altamente tecnico, e in questa stagione ho potuto mostrare le mie vere capacità per la prima volta quando mi è stata data l’opportunità dal mio istruttore.

Mattia Casse Moglie

Al quarto posto, Ted Ligety, l’ultimo serio sfidante della gara, è sceso con il pettorale numero ventinove, facendo cadere l’azzurro dal podio nell’angolo dei leader fin dal primo pettorale, e innescando una reazione a catena di risultati stellari: Downhill è dove Brillo davvero, però, con spaccate costantemente veloci quando facevo fatica. È difficile da credere, ma ho fatto una serie di discese quasi perfette a Kitzbeuhel e Garmisch, e ogni volta sono arrivato primo.

Torniamo indietro nel tempo agli albori dello sci e ai primi passi sulla neve. Alessandro Casse, il padre di Casse, ha vinto il campionato del mondo nel chilometro lanciato nel 1971 e nel 1973 e ha stabilito un nuovo record mondiale di oltre 185 chilometri all’ora. “Ero un montanaro, la mia casa era in provincia di Torino, nel comune di Ulzio, vicino al comune di Sestriere. Là è uno scii o uno scii”, ha scherzato.

Da quando ero ragazzino e potevo già correre veloce, il superG è stata la disciplina in cui mi sento più a mio agio. Ha proseguito ironicamente: “Poi la mia famiglia è una famiglia di sciatori, mi sono ritrovato sugli sci a due anni e non ho potuto fare a meno di continuare. Andare avanti è stata una decisione intelligente, così come trasferirmi a Tarvisio, in Friuli Venezia-Giulia. , per frequentare il liceo in così giovane età.

Tiziana Candoni contattò mio padre alle finali nazionali di Pinocchio e lo incoraggiò a iscrivermi al “suo” liceo. Mattia parla del Liceo Sportivo Bachmann, un istituto liceale fondato nel 2000 con l’obiettivo di garantire che i giovani atleti con una prodigiosa attitudine agli sport invernali non debbano scegliere tra la loro formazione e una carriera professionale.

Per questo mio padre accettò di farmi tentare la fortuna all’università in Friuli. Abbiamo avuto diverse conversazioni con Tiziana e ho visitato il campus di Tarvisio durante l’estate per avere un’idea migliore del posto. La scelta che ho fatto si è rivelata fantastica. Senza quel viaggio, non sarei mai diventato lo sciatore che sono ora. Ho ancora molti sentimenti di lealtà e obbligo per la mia alma mater.

Per la prima gara in assoluto, ho avuto una partenza in superG negli anni ’30 a Beaver Creek, e non ho perso l’occasione. Se riesco ad arrivarci abbastanza in fretta, lo farò. A tutti gli effetti, è come stare di nuovo a casa. Lo sciatore blu haHa imparato molto da questo e incoraggia tutti i giovani talenti a seguire i suoi consigli e ad andare nella sua direzione. Assolutamente tutti dovrebbero farlo.

Lo sci è diventato uno sport molto costoso, ma se vuoi allenarti ad alto livello e raggiungere i tuoi obiettivi, la Bachmann High School è il posto giusto per farlo. Sebbene molte persone abbiano seguito il programma, alla fine spetta a ciascun individuo decidere se perseguire l’enorme opportunità che offre o perseguire invece vocazioni alternative, incluso “semplicemente” essere un maestro di sci.

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