Spargi l'amore
Mario Scotti
Mario Scotti

Mario Scotti – Vorrei iniziare esprimendo la mia gratitudine al Professor Enzo Scotti, alla Professoressa Silvia Zoppi, alla Fondazione Mario Scotti e a tutta la Famiglia Scotti per avermi incluso non solo nella realizzazione del prezioso volume dedicato alla memoria del mio Maestro 1 e presentato questa sera, ma anche nei festeggiamenti di oggi,

che fanno parte delle celebrazioni monumentali di cui è protagonista la nostra città. 2: festeggiamenti che l’università dove mi sono formato e dove ho lavorato come professore a contratto negli ultimi dodici anni, cioè la “Sapienza”, sta dando molta attenzione in questo momento ospitando rettori delle università di tutto il mondo mondo,

che stanno discutendo questioni di grande importanza per il futuro dell’istruzione superiore, tra cui lo sviluppo della ricerca e dell’istruzione e la globalizzazione delle istituzioni accademiche. In merito al volume che oggi viene presentato, desidero ringraziare ancora una volta Silvia Zoppi per l’attento lavoro di curatela grazie al quale questa preziosa miscellanea ha visto la luce; e,

last but not least, la casa editrice Bibliopolis per la consueta attenzione con cui segue le sue pubblicazioni: oltre a Emilia Del Franco, per la sua intelligenza, la sua gentilezza, la sua competenza e il suo entusiasmo, colgo l’occasione per citare, seppur brevemente, il resto dello staff di Bibliopolis che è stato incredibilmente utile Il mio scopo per essere qui oggi è finalmente arrivato.

Durante gli ultimi quindici anni di vita di Mario Scotti come studioso, ho avuto l’onore di essere uno dei suoi studenti. Nell’autunno del 1993, quando avevo diciotto anni e iniziavo gli studi universitari, lo incontrai. Nonostante la mia evidente preferenza per le discipline umanistiche, uscendo dal liceo classico non ero, infatti, ancora sicuro di quale strada scegliere per me.

Ero tornato dopo un’estate tortuosa, trascorsa a riflettere, meditare, valutare e soppesare. Alla fine ho deciso di seguire il mio cuore e di specializzarmi in filosofia, iniziando con qualche lezione nella prestigiosa Villa Mirafiori. Ma ho inserito nel mio curriculum anche alcuni corsi di letteratura italiana e successivamente sono stato posto sotto la tutela del professor Mario Scotti,

o “in canale” come si diceva allora. Con mia grande gioia, quell’anno Scotti tenne il suo corso annuale sui Manifesti della polemica classico-romantica, argomento che mi ha sempre affascinato e ispirato. In uno dei primi giorni di novembre, nel tardo pomeriggio, l’Aula 1, l’aula più grande e prestigiosa della Facoltà, era gremita all’inverosimile di studenti,

alcuni dei quali erano addirittura seduti sui gradini. Appena Scotti cominciava a parlare, tutti interrompevano quello che stavano facendo e si mettevano in ascolto, trasportati al cuore di questioni familiari dibattute all’inizio e alla metà dell’Ottocento come fossero problemi aperti, che dovevano necessariamente riguardarci da vicino e coinvolgerci con la stessa intensità che allora,

due secoli fa, animava i contendenti. Mario Scotti è stato un narratore straordinario, ricordato da tutti coloro che lo hanno conosciuto per la sua capacità di parlare per ore e ore senza sosta, aprendo e chiudendo parentesi, sostenendo periodi intricati e articolati, senza mai dare segni di dubbio o esitazione. Ha affascinato la classe con la sua vasta conoscenza e la sua raffinata eloquenza.

Mario Scotti

Dopo la sua lezione mi sono sentita come colpita da un fulmine e il giorno dopo sono andata in Segreteria per chiedere l’ammissione al Corso di Laurea che aspettavo. Quando ho completato l’esame finale del corso quell’anno, ho ottenuto un punteggio perfetto e mi è stato assegnato un certificato di completamento.

Il mio Maestro ed io avevamo già stretto un legame basato sul rispetto e sulla fiducia reciproci. Partendo da questa premessa, esporrò le motivazioni del mio contributo al volume miscellaneo che pubblichiamo stasera, incentrato sul legame tra Mario Scotti e la letteratura dialettale 3. Scotti, infatti, tenne un corso su questo argomento nell’anno scolastico successivo : all’epoca,

da diciannovenne poco pratico di certe materie e forse non pregiudizialmente attratto da tali materie, avevo deciso di abbandonare le sue lezioni, in tutta onestà non particolarmente attratto dal tema che aveva scelto. Grazie all’insistenza di un grande amico e collega, sono riuscito ad arrivare al secondo incontro; e proprio come l’anno prima, ero di nuovo incantato.

Nell’arco di due ore, ho capito che le lezioni di quel ciclo sarebbero state cruciali per il mio sviluppo personale e culturale; quindi li ho frequentati tutti, dove ho scoperto la passione per la letteratura dialettale e posto le basi per il mio eventuale conseguimento di un dottorato di ricerca in letteratura italiana. Quella decisione portò alla mia “iniziazione” allo studio di Benedetto Croce,

alla mia laurea con Scotti, all’elaborazione di un progetto di ricerca e al successivo lavoro di dottorato di ricerca di cui Scotti fu tutore, al mio intenso incontro con Alda Croce a Napoli, alla pubblicazione di il Croce curatore dell’Edizione Nazionale delle Opere4; dopo la sua scomparsa, la mia criticaedizione del Corrispondenza in gran parte inedita tra Croce e Papini 5; e forse anche il “Marino”.

Inoltre, il mio rapporto con il mio Maestro durante quegli anni formativi è stato cruciale per il mio sviluppo come persona, come professionista e come essere spirituale. Ero molto legato a Mario Scotti e a sua moglie Stefania, che spesso mi facevano sentire parte della loro bella famiglia, soprattutto in certi sabati pomeriggio, passati a lungo a parlare con loro nell’accogliente casa di via Arno,

che oggi ospita la fondazione a lui intitolata, come sanno le sue figlie, Maria Teresa, Aureliana ed Elisa, alle quali sono legato da profondo affetto e sincera stima. Scotti era un intellettuale classico; i suoi interessi e le sue conoscenze coprivano molti campi, tra cui storia, diritto, filosofia e letteratura. La sua formidabile memoria lo aiutava a ricordare non solo opere intere dei più grandi poeti della letteratura mondiale ma anche versi di autori minori,

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