Giacomo Scazzi Malattia

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Giacomo Scazzi Malattia
Giacomo Scazzi Malattia

Giacomo Scazzi Malattia – Giacomo Scazzi si sente in colpa perché ha visto la figlia uscire di casa e non ha fatto nulla per fermarla o salutarla. Concetta Serrano, la madre di Sarah, denuncia la sua scomparsa quella notte stessa. I media iniziano rapidamente a seguire la storia della ragazza bionda magra che è misteriosamente scomparsa. Quel bambino, assassinato in un garage, è stato risucchiato nell’abisso dell’odio

Le autorità stanno anche valutando la possibilità di un allontanamento volontario, tuttavia è abbastanza improbabile che una ragazzina scappi vestita per l’oceano ea mani vuote. Prima si concentra su un rapimento a scopo di riscatto, ma diventa subito evidente che la situazione finanziaria della famiglia non giustifica un’azione così drastica. Come al solito, si erano salutati. Ha pianto gli occhi davanti.

Sarah, 15 anni, vive ad Avetrana con la mamma mentre il papà, un muratore di nome Giacomo, e il fratello maggiore, Claudio, chiamano Milano casa. A differenza delle mani del cognato Michele, inquadrate mille volte dalle telecamere, le sue sono ruvide e callose per il lavoro. Sua figlia, un bellissimo scricciolo, è scomparsa dopo essere uscita di casa, ed è stata devastata nell’apprendere che sua nipote e suo nipote l’avevano uccisa.

Si rammarica profondamente di essere rimasto in casa nel caldo primo pomeriggio del 26 agosto invece di uscire per salutarla e guardarla andarsene per sempre. Come faceva spesso, avrebbe voluto vederla allontanarsi dal suo balcone e forse anche averle urlato di sbrigarsi. Il padre della vittima, Giacomo Scazzi, muratore nato ad Avetrana 56 anni fa, non è mai stato presente durante le indagini sull’omicidio della figlia perché era sempre a Milano.

Un vero partecipante – e come avrebbe potuto essere altrimenti? – La sua vita, così come quella della moglie Concetta Serrano e del figlio Claudio, sono state sconvolte dal dramma. Non presente al “circo mediatico” come hanno descritto alcuni sapientoni. Non ci sono state quasi interviste. Non sono molte le immagini che lo catturano con la stessa smorfia di dolore, con quel viso ancora incapace di comprendere l’abisso di violenza insensata che ha tolto la vita a sua figlia.


La figura paterna Giacomo Scazzi è lì per suo figlio. È il padre di Sarah. Il carro è trainato da un muratore licenziato dal suo incarico all’Iltalsider di Taranto e costretto ad andare al nord. L’immigrato che ha abbandonato moglie e figlia in campagna prima di scomparire nel buio della periferia milanese. E lavoro, lavoro, lavoro. Lontano da Avetrana e dagli altri a cui importava di lei, la disperata supplica di sua moglie di “Chi l’ha visto?”

Sua moglie Concetta è stata l’unico membro della famiglia Scazzi mostrato in TV per diverse settimane. Un mese dopo la sua scomparsa, Giacomo dovette ricominciare a viaggiare per Milano perché della figlia non c’era ancora traccia. Aveva lasciato il luogo in cui Sara aveva trascorso i suoi ultimi giorni di giovinezza, senza sapere che era morta a pochi metri di distanza nella villa di suo fratello. Michele era un suo caro amico.

Giacomo Scazzi Malattia

Pochi giorni dopo la scomparsa di Sara, si sono incontrati per la prima volta presso l’ufficio funerario di suo suocero. Come al solito, si erano salutati. Due uomini laboriosi abituati a comunicare in silenzio. Sara aveva vissuto gli ultimi momenti della sua infanzia. Michele era un suo caro amico. Si sono incontrati per la prima volta durante il funerale del suocero di Sara, pochi giorni dopo la sua scomparsa. Il suo discorso è confuso e dice molto poco.

Due uomini laboriosi abituati a comunicare in silenzio. Sara aveva vissuto gli ultimi momenti della sua giovinezza. Michele era un suo caro amico. Si erano conosciuti durante la sepoltura del suocero, avvenuta pochi giorni dopo la scomparsa di Sara. Come al solito, si erano salutati. Due uomini laboriosi abituati a comunicare in silenzio. Non potendo permettersi troppe ferie, Papa Scazzi era tornato a Milano con un macigno nel cuore, pronto per essere chiamato nei cantieri.

In televisione aveva visto Michele Misseri con il telefonino di Sara in mano. Lui e sua figlia avevano appena avuto un giro di battute molto teso, e non poteva fare a meno di pensare al proprio telefono. Sara aveva trovato la foto di una bambina sul cellulare di suo padre nei giorni prima che scomparisse. Lei aveva chiesto. Giacomo però non ha preso molto bene la battuta. Disse di aver acquistato il cellulare usato da qualcuno che doveva aver memorizzato l’immagine.

Le sonde hanno confermato che era accurato. Per il muratore che a stento sbarcava il lunario non c’erano figlie nascoste o seconde famiglie. Per proteggere casa Misseri, la nipote del presunto assassino, Sabrina, aveva cercato di chiamarlo al piano di sopra. Ha affermato che Giacomo aveva un passato violento e che palpeggiava le donne. Domande, congetture e inutili tentativi di far deragliare la sonda.

Quella figlia che ieri, accompagnata dal coniuge, ha avuto la forza emotiva di piangere davanti alla cisterna del pozzo in cui l’aveva gettata Michele, il tutto sotto lo sguardo vigile delle telecamere. Quella figlia, che ieri, ha accompagnato. Ma, anche come possibile colpevole, papà Scazzi non si è trovato da nessuna parte. Pertanto nessuno mai seriamente sospettato che fosse responsabile della perdita della loro figlia.

Ha pianto a dirotto davanti alle telecamere al funerale di sua figlia. Quella figlia che ieri, insieme alla moglie, ha raccolto la forza emotiva per andare a piangere davanti alla cisterna del pozzo in cui l’aveva gettata Michele. Domande, congetture e inutili tentativi di far deragliare la sonda. Ma, anche come possibile colpevole, papà Scazzi non si è trovato da nessuna parte. Pertanto nessuno lo ha mai seriamente sospettato di essere responsabile della perdita della loro figlia.

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