Filippo De Cristofaro Oggi

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Filippo De Cristofaro Oggi – Filippo De Cristofaro non sarà estradato dal Portogallo nonostante sia stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della skipper Annarita Curina, avvenuto il 10 giugno 1998. La Divisione Esecuzione Sentenza della Procura di Milano ha ottenuto solo ieri la risposta delle autorità portoghesi. Catturato nella zona di Lisbona lo scorso maggio, De Cristofaro è stato rilasciato in autunno.

Invece gli uffici milanesi, come è consuetudine in situazioni del genere, avrebbero dovuto essere informati tempestivamente del “no” all’estradizione. In base a quanto accertato, l’assassino catturato in forza di un mandato d’arresto europeo è stato liberato perché la legge portoghese non prevede l’ergastolo. Se Cristofaro si trovasse fuori dal Portogallo, potrebbe essere nuovamente arrestato.

Per l’uomo al momento della cattura erano emessi due mandati di arresto europei: uno per evasione dal carcere di Opera di Milano, l’altro per l’ergastolo. Intanto la Squadra Mobile di Ancona e la Procura di Milano Andrea Fraioli hanno ripreso le attività per individuarlo. La ferocia del delitto e l’incertezza sulla sua risoluzione hanno reso il caso una sensazione mediatica alla fine degli anni ’80.

Trent’anni dopo il delitto, l’assassino del catamarano è ancora in fuga.

Dopo essere stato condannato all’ergastolo in Italia per aver ucciso con un machete lo skipper dello yacht, Annarita Curina, nel giugno 1988, il “killer del catamarano” Filippo De Cristofaro è di nuovo in fuga. L’ex ballerino “Rambo”, 63 anni, è scomparso in Portogallo il 15 ottobre dopo essere stato liberato dalla magistratura locale “per scadenza dei termini” senza notifica alle istituzioni.

Secondo la legge portoghese, languiva in prigione solo perché era in possesso di falsi. Prima della sua ultima detenzione nel maggio di quest’anno vicino a Lisbona, de Cristofaro era già evaso dal carcere di Milano-Opera nel 2007 e dal penitenziario di Porto Azzurro, all’Isola d’Elba, nel 2014.

La “pesca” preliminare di informazioni che lancia un’indagine

Nelle reti da pesca al largo di Senigallia il 28 giugno 1988 l’equipaggio della “Azzurra ’83” rinvenne un corpo avvolto in una coperta e zavorrato con un’ancora di 17 chili collegata alle caviglie. Il suo volto è stato mutilato da un machete. Arrivò al punto di uccidere il proprietario del catamarano per impossessarsi della nave, che rappresentava la sua unica speranza per un futuro prospero.

Il massacro è avvenuto sulla strada per Ibiza.

Quasi subito gli investigatori sono riusciti a risalire all’identità della donna: si tratta di un 39enne divorziato, padre di una giovane figlia, Filippo De Cristofaro, e di una ex amante, 17enne, Diana Beyer. Il trio aveva lasciato il porto di Pesaro per Ibiza il 10 giugno. La coppia aveva noleggiato la barca con l’aspettativa che lo skipper viaggiasse con loro fino alle Baleari.

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Ma i due visitatori avevano altri progetti: drogarono la donna con il Valium e poi la uccisero a colpi di machete subito dopo colazione. Le legarono un’ancora alle caviglie e avvolsero il suo corpo in una coperta prima di gettarlo via. I due decidono di cambiare nome al catamarano in “Fly2” e di incontrarsi con Pieter Gronendijk, un conoscente olandese di 27 anni che risulta essere estraneo ai fatti, al Porto di San Giorgio, nelle Marche.

Trent’anni dopo il delitto, l’assassino del catamarano è ancora in fuga.

Per allontanarsi dalle loro vite, Philip e Diana – o Rambo e Lolita, come li soprannominerebbero i media – progettano di recarsi in Polinesia. Non si fermeranno davanti a nulla per raggiungere il loro obiettivo. La loro strategia fallisce in modo spettacolare. Dopo 18 giorni, un peschereccio rinvenne il corpo della donna a 18 miglia dalla costa di Senigallia. Devono trascorrere settimane attraversando insieme il Mar Mediterraneo.

De Cristofaro e la sua fidanzata furono arrestati in Tunisia dopo 40 giorni ed estradati in Italia. Il 17 dicembre 1988, Diana fu processata nel tribunale dei minorenni e le fu data una condanna a sei anni e sei mesi. De Cristofaro venne condannato all’ergastolo il 5 giugno 1991, dopo che la sua prima pena a 30 anni era stata aumentata in appello e dalla Corte di Cassazione.

Un serial killer sfuggente

De Cristofaro, tuttavia, è così riluttante a scontare la pena che riesce a fare tre evasioni di successo. Rambo sfrutta il suo permesso bonus per nascondersi e solo il mese successivo la polizia olandese lo rintraccia a Utrecht. Rambo fu prelevato da Amsterdam e rinchiuso nel carcere di Rebibbia a Roma nell’autunno dello stesso anno. La seconda evasione avviene nell’aprile del 2014.

Anche in questo caso sfrutta la tessera di tre giorni per le vacanze di Pasqua per evadere dal carcere dell’Isola d’Elba. Questo lasciapassare è stato rilasciato tra il 19 e il 21 aprile. L’assassino del catamarano è stato arrestato dalla polizia italiana e portoghese a Gamulares, a 30 chilometri da Lisbona, il 20 maggio 2016, dopo essere stato in fuga per due anni.

Comunque, come ha fatto a farla franca? L’amministratore delegato di Mobile, Virgilio Russo, lo elogerà così: “È intelligente, un esperto informatico, un giramondo capace di parlare molte lingue e di fare qualsiasi lavoro”. Nel maggio dello scorso anno la Squadra Mobile di Ancona lo localizzò in Portogallo e lo pose agli arresti. Tuttavia, l’estradizione non è mai stata approvata dal sistema giudiziario portoghese.

Crimine su un catamarano; l’uomo che ha ucciso AnnaritaCurina resta latitante.

Trent’anni fa fu giudicato colpevole dell’omicidio del giovane capitano Annarita Curina e condannato all’ergastolo in Italia. Fillppo De Cristofaro, 62 anni, conosciuto come “il killer del catamarano”, è stato ufficialmente rilasciato oggi dal carcere di Lisbona dopo una lunga evasione e due tentativi di fuga falliti. Il 17 dicembre 1988 il Tribunale dei Minori ha condannato Diana Beyer a sei anni e sei mesi.

Filippo De Cristofaro e Diana Beyer, una ragazza olandese di diciassette anni con cui frequentava il 10 giugno 1988, noleggiarono il catamarano “Arx” con l’idea di dirottarlo e utilizzarlo per salpare verso la Polinesia. Una volta in mare, hanno drogato la skipper di 34 anni, Annarita Curina, e poi l’hanno giustiziata con un machete dopo averla resa priva di sensi.

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