Claudio Martelli Malattia

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Claudio Martelli Malattia – Il politico italiano Claudio Martelli ricopre cariche pubbliche. È stato braccio destro del Presidente del Consiglio Craxi dal 1983 al 1987. Genova, comune in provincia di Milano, è la città natale di Martelli nel 1802. Nel 1966 si laurea in Filosofia all’Università di Roma e si iscrive al Partito Comunista Italiano. Per continuare la sua carriera a Roma nel 1976 fu chiamato dal capo del partito, Bettino Craxi.

Deputato al Parlamento italiano dal 1979, è stato elevato alla carica di vicepresidente del partito nel 1981. Nel 1984 è stato eletto deputato del PSI al Parlamento europeo. Quando Giulio Andreotti fu al potere, lo nominò Vicepresidente del Consiglio nel 1989 e lo nominò Ministro della Giustizia nel 1991. Approvata in parlamento nel 1990, la Legge Martelli era all’epoca la legge italiana sull’immigrazione.

Dopo le dimissioni di Bettino Craxi a causa di accuse di corruzione durante Tangentopoli, si è candidato alla leadership del partito. Dopo aver servito come ministro della Giustizia nel 1980, si è dimesso dal suo ruolo in uno scandalo di corruzione da 7 milioni di dollari. Per concentrarsi sui suoi casi giudiziari, ha lasciato l’arena politica. Ha lanciato Mondoperaio nel 1997 dopo aver risolto le sue controversie legali. In quanto membro del Partito socialdemocratico italiano, quell’anno fu eletto al Parlamento europeo.

Quando la SDI si sciolse nel 2000, decise di aderire al Nuovo PSI, il Partito Socialista d’Italia. È salito alla carica di portavoce del partito prima di perdere la sua candidatura per l’elezione al Parlamento italiano nel 2001. Alla fine si è dimesso dal partito nel 2005. Per la seconda volta, ha lasciato la

politica nel 2005 per ospitare un programma televisivo politico. Dopo aver confessato di aver ricevuto 500 milioni nella maxi-tangente Enimont nell’ambito dello scandalo Tangentopoli per il finanziamento illecito del Partito socialista, Martelli è stato condannato nel 2000 a 8 mesi di reclusione, con sospensione della libertà vigilata.

Roberto Calvi ha pagato tangenti a Martelli durante lo scandalo del Banco Ambrosiano, secondo gli atti del tribunale, ma in questo caso non è stato condannato. L’ex killer di Cosa nostra Francesco Onorato ha svelato il ruolo di Tot Riina nella pianificazione delle stragi dopo il verdetto del processo,

dicendo: “Nella lista delle persone da uccidere, come ho appreso da Salvatore Biondino, era presente l’ambasciatore della commissione, come c’erano Lima, Andreotti e suo figlio, oltre agli ex ministri Mannino e Vizzini, e altri funzionari del governo.

Claudio Martelli Malattia

Dire che “politica e magistratura sono indissolubilmente legate” sarebbe un eufemismo. L’ex vicesegretario nazionale del Psi e ministro di grazia e giustizia Claudio Martelli scrive su Avanti!!, la sua nuova società. “Il caso” di Ottaviano De Turco, legislatore socialista e ministro della Repubblica, che ha perso la pensione per essere un ex parlamentare a causa di una brutta malattia, è affrontato da Martelli.

Continuano le osservazioni del nostro relatore de IL DUBBIO: agli ex legislatori italiani condannati per reati è negato il diritto alla pensione a causa della risoluzione Grasso-Boldrini, approvata dai presidenti di Camera e Senato nell’ultima legislatura, secondo Martelli su Facebook. I “recidivi”, secondo l’ex ministro della Giustizia, non possono essere soggetti a questa legge discriminatoria fuori dal Palazzo.

Invece, «in questa legislatura, il predominio numerico di un partito giustizialista come i 5 Stelle ha imposto la cancellazione della rendita anche all’ex senatore Ottaviano Del Turco condannato a tre anni al termine di un processo scandaloso, senza prove e senza testimoni ,” lui dice. Nonostante le condizioni di salute dell’ex terribile senatore, la macchina della “vendetta” è rimasta modesta nelle sue azioni.

Una sospensione temporanea dell’esecuzione della “sentenza” è stata possibile solo grazie al coinvolgimento della presidente Maria Elisabetta Casellati. Guido Del Turco, figlio di Ottaviano, è stato nominato amministratore di sostegno dal Tribunale di Avezzano perché il quadro clinico «determina l’incapacità di provvedere autonomamente alla cura della propria persona e dei propri interessi patrimoniali», secondo il decreto. Tuttavia, è la nomina dell’amministratore di sostegno che determina se l’indennità viene revocata.

“In questo momento, quindi, Del Turco non ha alcuna autorità per riscuotere i contributi versati”, si legge nell’articolo de Il Dubbio. Sempre che il Senato non sia coinvolto nella discussione. L’argomento sarà ripreso nella riunione del Consiglio di Presidenza di giovedì, prevista per la settimana successiva. Viste le condizioni di salute dell’ex ministro, eventuali novità dovrebbero essere in quel momento valutate a fondo. Molti ex colleghi di Del Turco, non solo Claudio Martelli, chiedono un ripensamento al Senato.

Emma Bonino si lamenta: “Se solo un po’ di umanità prevalesse” (se solo). Non c’è ancora stata una riunione dell’8 aprile del Consiglio di Presidenza. Speriamo che un po’ di umanità prevalga, come sempre. Da parte sua, Fabrizio Cicchitto definisce il comportamento dei grillini un segno che “non ci si può fidare di insegnare a nessunone una lezione di morale”, definendo la loro decisione una “decisione malvagia” priva di qualsiasi umanità. Di conseguenza, anche il presidente Casellati, che Cicchitto ha sempre elogiato, “ma questa volta dobbiamo esprimere la massima disapprovazione”.

Sull’argomento ha affrontato anche uno degli ex-segretari del Psi, Giuliano Cazzola. Perché è «convinto della sua cristallina onestà», dice Ottaviano Del Turco, «cerco di difenderlo da quel terribile 14 luglio 2008». Per questo contesto non solo la pena stessa, che ritengo ingiusta, ma anche l'”ingiustizia della pena accessoria” della sospensione della rendita.

“Le rendite degli ex legislatori si sono trasformate dopo la delibera Grasso – in pensioni o diritto soggettivo che l’interessato matura con il pagamento del contributo dovuto”, dice Cazzola, ex sindacalista e deputato italiano. Nemmeno ai criminali più efferati è permesso togliere la pensione. L’Ufficio di presidenza di Palazzo Madama dovrebbe tenere conto anche di questo fattore aggiuntivo”.

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