Bernini Malattia

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Bernini Malattia – Nasce a Bologna nel 1965; suo padre, Giorgio Bernini, è stato giudice delle Nazioni Unite, deputato e ministro del commercio internazionale nel primo governo Berlusconi. Si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna con il massimo dei voti nel 1991. In particolare, si occupa di diritto civile e amministrativo nella sua vita professionale come avvocato.

Tra le molte istituzioni che ha visitato per completare la sua formazione legale c’erano l’American Arbitration Association, il Chartered Institute of Arbitrators di Londra, la London Court of International Arbitration, il Queen Mary College, l’Institut du Droit et des Pratiques des Affaires Internationales de la Chambre de Commerce Internationales e l’Università del Michigan.

Dopo la laurea, ha continuato la sua formazione presso la stessa università del padre, dove ora è professore associato di diritto pubblico comparato e si specializza in arbitrato locale e internazionale proprio come lui. Lei ha tenuto lezioni di Istituzioni di diritto pubblico presso la Facoltà di Economia di Bologna e il dipartimento di Forlì, nonché di Diritto dell’arbitrato interno e internazionale e di procedure alternative.

Ha iniziato a esercitare la professione legale nel 1995 ed è attualmente impiegata presso una società di diritto di famiglia affiliata a Baker McKenzie dal 2005. Ha scritto ampiamente su diritto costituzionale e delle telecomunicazioni, contratti della pubblica amministrazione, privatizzazioni e deregolamentazioni, sistemi partitici, riforme costituzionali e federalismo, tra gli altri argomenti, ed è autrice di circa dieci monografie.

Ha rappresentato una serie di clienti importanti, tra cui la vedova di Pavarotti, Nicoletta Mantovani. Si è sposata con il compianto ginecologo Luciano Bovicelli nel 2003. Dopo la morte del coniuge, ha iniziato a frequentare il giornalista Alessandro De Angelis. Anna Maria Bernini è stata socio promotore della Fondazione Farefuturo quando è stata costituita nel 2007 da Gianfranco Fini e Adolfo Urso.

Entra poi a far parte del “Comitato dei Trenta”, alleanza tra la Fondazione Farefuturo, la Fondazione Liberale e la Fondazione Craxi. Si è candidata alla Camera dei Deputati nel ciclo elettorale del 2008 e ha vinto il seggio in Emilia-Romagna per il partito di Alleanza Nazionale, Il Popolo delle Libertà. Del gruppo al Senato del partito e, dal 24 marzo 2014, entra a far parte del Comitato di Presidenza del partito.

Durante la XVI legislatura Lei ha fatto parte della Commissione Parlamentare per l’Attuazione del Federalismo Fiscale, della Commissione di Legislazione, del Collegio Autorizzatori, della Commissione Parlamentare per la Semplificazione della Legislazione, della Commissione Parlamentare per il Processo di Accusa, della Commissione Giudiziaria del Personale e la Commissione Parlamentare per la Semplificazione della Legislazione.

Dopo l’annuncio delle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna per il 2010, il 29 gennaio di quell’anno Bernini dichiarò formalmente la sua candidatura alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, succedendo a Giancarlo Mazzuca. Ha goduto del sostegno della coalizione di centrodestra che comprende il suo partito, Il Popolo della Libertà, così come la Lega Nord e La Destra di Francesco Storace.

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Ha ricevuto il 36,73% dei voti alle elezioni, ma non è stato sufficiente per spodestare il presidente di centrosinistra Vasco Errani. La stampa l’ha indicata come capofila per sostituire Angelino Alfano come ministro della Giustizia in un potenziale rimpasto del quarto gabinetto Berlusconi che si vociferava sarebbe avvenuto nel luglio 2011. Ci saranno 14 nuovi nominati nel gruppo di coordinamento di Berlusconi, e Bernini è uno di loro.

Nonostante il fatto che il 28 luglio l’ex magistrato e sottosegretario all’Interno Nitto Palma è stato favorito, Bernini è stato comunque nominato alla carica di ministro per le politiche dell’Unione europea, che era vacante dopo il pensionamento di Andrea Ronchi il 15 novembre 2010. Alle elezioni del Senato del 2013 ha guidato la lista del Popolo della Libertà in Emilia-Romagna ed è stata successivamente eletta.

Lei ha fatto parte della Commissione Parlamentare per la Direzione Generale e la Vigilanza sui Servizi Radiotelevisivi, del Consiglio per i Regolamenti e della I Commissione Affari Costituzionali durante la XVII Legislatura. Dopo la cessazione dell’attività del Popolo della Libertà il 16 novembre 2013, entra a far parte della neonata Forza Italia, salendo alla carica di vicecapogruppo

Lei ei suoi colleghi, tra cui Maria Elisabetta Alberti Casellati, hanno deciso di vestirsi di nero alla seduta del Senato del 27 novembre 2013, per protestare contro il voto della maggioranza del Parlamento a favore della decadenza di Berlusconi, che hanno visto come un “lutto per la democrazia” e gli elettori favorevoli come “plotone d’esecuzione”.

Il 4 febbraio 2015, dopo l’elezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella e le divergenze interne al partito che hanno rotto il Patto del Nazareno, ha affidato le dimissioni dall’incarico a Silvio Berlusconi, insieme al capogruppo Paolo Romani e alla loro Camera controparti Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, ma Berlusconi li ha bocciati.

Sestino Giacomoni, Antonio Tajani, ei due capigruppo Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini costituiranno il nuovo Coordinamento del partito che Berlusconi nomina il 1° agosto 2019; Gianni Letta, Niccol Ghedini, Jole Santelli e Berlusconi si aggiungeranno l’anno successivo in occasione degli incontri tenuti durante l’emergenza COVID-19. Ha preso posizione pubblica nel 2020 a sostegno del musicista Achille Lauro, che aveva ricevuto dure critiche per i suoi spettacoli al Festival di Sanremo.

Bernini è stato nominato da Berlusconi alla carica di vice coordinatore nazionale di Forza Italia il 15 febbraio 2021, lavorando al fianco di Antonio Tajani per coordinare le operazioni del partito con i gruppi parlamentari di Camera, Senato e Parlamento europeo. Tra il merito e l’intolleranza nella nostra società, è facile per vedere da che parte sto, quindi “me ne frego” della tutina luccicante Viva la arte, viva la libertad, viva Achille Lauro!

Convinto sostenitore delle libertà individuali fin dalla tenera età, nel 2016 ha votato a favore del disegno di legge integrale adottato dalla giunta quando si è trattato del cosiddetto “disegno di legge Cirinnà” che regola le unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina della convivenza. Duro lavoro! Coraggio! Tutte cose che per me sono importanti, tratti che meritano lode e devono essere trasmessi alla generazione successiva.

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