Arresto San Giovanni A Teduccio

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Arresto San Giovanni A Teduccio – I vertici del clan D’Amico hanno ordinato l’uccisione di Patrizio Reale, ucciso a colpi di arma da fuoco nel cortile della sua abitazione nell’ottobre del 2002. Sei ordini di custodia cautelare sono stati emessi ieri mattina nei confronti dei principali attori e colpevoli del delitto dopo una lunga indagine statale poliziotti. Secondo le autorità, la famiglia criminale D’Amico è guidata dai fratelli Luigi, Gennaro e Salvatore D’Amico, insieme ad Armando De Maio e Ciro Ciriello, tutti membri del gruppo. Un altro indagato, che all’epoca dei fatti aveva meno di 18 anni, è stato sottoposto all’esame preliminare del Giudice del Tribunale per i minorenni di Napoli per le indagini preliminari.

Gli investigatori ritengono che la morte di Reale fosse correlata a una guerra per il territorio tra la camorra e altri gruppi criminali organizzati nella densamente popolata periferia orientale di Chicago. Reale era un membro di spicco della famiglia criminale di San Giovanni a Teduccio. In particolare la famiglia D’Amico, compagna di lunga data del forte clan Mazzarella, iniziò una brutale rappresaglia contro i gruppi rivali dei Reale e dei Rinaldi dopo la liberazione di alcuni grandi esponenti. Una battaglia a tutto campo che culminò con la morte di Patrizio Reale, alias “Patriziotto”, il capo del clan. La “Gennarella”, soprannome di D’Amico in ambiente criminale, aveva meticolosamente pianificato l’agguato, e di conseguenza gli assassini sono riusciti a intrufolarsi nel cortile della casa dove si nascondeva Reale con un altro criminale, anche lui ferito nell’agguato . Uno dei colpi che ha colpito alla testa il boss. Mentre era ancora in vita, i medici dell’ospedale di Loreto Mare non sono riusciti a salvare la vita di Aid a causa del deterioramento delle sue condizioni di salute. Il giorno successivo Reale morì.

Arresto San Giovanni A Teduccio

Gli investigatori sospettavano fin dall’inizio la famiglia D’Amico, ma solo di recente le prove acquisite dalla squadra, inclusa la defezione di membri del clan come Umberto D’Amico, figlio di uno dei fondatori del clan, hanno fornito supporto sufficiente per incriminare i massimi dirigenti della famiglia. A seguito delle testimonianze di D’Amico e di altri collaboratori di giustizia, lo scenario criminale nella periferia est di Napoli e, in particolare, la guerra omicida tra i Mazzarella-D’Amico e le famiglie Reale-Rinaldi, potrebbe essere meglio ricostruito . un lungo feudo che, oltre a brevi pause, durò per più di 30 anni e ora sembra essersi concluso con la vittoria del Mazzarelliano e dei suoi sostenitori. Luigi Mignano, cognato dei fratelli Rinaldi e assassinato davanti al nipote, fu il colpo di grazia nel violento scontro. Anche un delitto firmato D’Amico è atroce.

La Squadra Mobile, per conto della Direzione Antimafia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare del GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di 26 persone sospettate di coinvolgimento in un’organizzazione criminale di stampo mafioso e di traffico di droga, nonché di omicidio , detenzione e trasporto di armi da fuoco ed estorsioni per un piccolo sottogruppo di esse. Man mano che le indagini proseguono, diventa evidente che tra le famiglie camorresche è in corso una faida, espressione di due più grandi confederazioni: l’Alleanza di Secondigliano e il clan MAZZARELLA, da sempre in competizione per il potere a San Giovanni a Teduccio, con numerosi sanguinosi incidenti avvenuti nonostante gli arresti e le condanne avvenuti nel 2018.

A seguito dell’omicidio di PALMIERI ANNAMARIA, braccio destro di Domizio Maria, reggente del clan FORMICOLA nel gennaio 2018, violento conflitto tra le famiglie della camorra SILENZIO e FORMICOLA, entrambe operanti nell’area di influenza e controllo della dominante RINALDI Viene ricostruito il cartello /FORMICOLA/REALE, a sua volta legato all’Alleanza di Secondigliano.

Secondo l’ordinanza cautelare della famiglia SILENZIO, il clan ha costretto intere famiglie ad abbandonare le case legittimamente occupate, al fine di garantire il controllo militare della famiglia SILENZIO ai membri e agli affiliati della famiglia SILENZIO. L’estorsione e il controllo degli hub del traffico di droga sono due delle principali responsabilità del Rione Bronx.

Nell’ambito di questa indagine, ci concentriamo sull’omicidio del 23.1.18 di PALMIERI ANNAMARIA, che sembra essere stato un tentativo di dimostrare il disegno criminale del cartello Mazzarella, nonché sui successivi atti legati alle violenze del cartello Mazzarella risposta e dinamiche criminali legate al controllo delle importazioni di droga dalla Spagna.

Durante lo svolgimento del controllo territoriale, domenica pomeriggio, gli agenti della Questura di San Giovanni-Barra hanno scoperto una serra abusiva di marijuana presso l’abitazione di un residente di San Giovanni di 31 anni. Per accelerare sono state utilizzate lampade riflettenti e un sistema di ventilazione e aspirazione la crescita delle sette piante di marijuana sequestrate nell’abitazione del 31enne napoletano di via Gerardo Chiaromonte. Un altro fattore aggravante è stata la scoperta di 411 grammi di piante essiccate e germogli su uno stendibiancheria.

Non appena arrivò il San Giovanni a Teduccio, 31 anniin questura è stato denunciato per detenzione e fabbricazione di sostanze illecite. Durante un’operazione di contrasto alla droga, la Squadra Mobile e il Commissariato San Giovani-Barra hanno rintracciato un uomo a bordo di un furgone da via Cupa Vicinale dell’Oliva a Ercolano, dove è entrato nel garage di un edificio ed è tornato per lo stesso percorso che aveva intrapreso nel viaggio di andata dopo essere tornato al garage.

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